martedì 4 agosto 2015

[Solari] Filtri chimici VS filtri fisici

Mi sono accorta che l'unica volta in cui ho parlato di filtri solari nel blog fu in questo lontano post del 2013.  Da allora le mie nozioni in materia si sono aggiornate e trovo giusto che anche qui ci sia un nuovo post a riguardo.
Ultimamente di questo tema se ne è parlato davvero molto, ci sono state addirittura accese discussioni. Per me è stato solo un bene, mi ha permesso di acquisire maggiori conoscenze e consolidare le mie opinioni. 
Mi sono approcciata all'argomento come mio solito: ho cercato di trarre il più possibile da ogni "fazione", ho ascoltato tutti i pareri senza preconcetti e senza prendere per "oro colato" quello che mi veniva detto. Mi sono invece informata da più e diverse fonti, letto studi, posta delle domande e trovato le risposte. Tutto questo mi ha portato ad avere una personale e critica opinione al riguardo che voglio condividere con voi.
L'obiettivo è farne un post conciso, semplice, chiaro e completo. Spero di riuscirci anche se la questione è talmente complessa che dimenticherò di sicuro qualcosa.


Nel parlare di solari in ambito bio bisogna partire col dire che tutti i filtri, sia chimici che fisici, inquinano. Purtroppo non è possibile proteggersi dal sole senza impattare in qualche modo sull'ambiente. 
Dato che è comunque impensabile esporsi senza, ci si trova quindi a dover effettuare un compromesso fra la nostra salute (protezione solare) e quella dell'ambiente (ecosostenibilità) e scegliere di conseguenza la soluzione che risulta essere la "meno peggio". E' qui che entra in gioco la soggettività. Spesso sento dire frasi come "sui filtri ognuno ha la sua opinione, si dice tutto il contrario di tutto", in realtà non è proprio così. Ci sono basi che sono assolutamente oggettive, come ad esempio il loro funzionamento e cosa questo comporta. Una volta poi essersi adeguatamente informato su queste basi ognuno di noi ne trae delle conclusioni e le unisce con quelle che sono le proprie necessità, da qui sceglie il suo "meno peggio" che può essere diverso e discordare dalle scelte altrui.
Ma partiamo appunto dalle basi.

Filtri fisici e chimici: come funzionano e pro/contro di ognuno
Questo schema riassume bene il funzionamento dei filtri fisici (o inorganici) e chimici (o organici).



Filtri fisici
Sono principalmente il biossido di titanio (Titanium Dioxide) e l'ossido di zinco (Zinc Oxide). Agiscono come uno "scudo a specchio" sulla pelle: riflettono la luce e deviano i raggi UV, come se li rimbalzassero via.
Le loro qualità sono molte. Ad esempio, respingono completamente i raggi ultravioletti (sia UVA che UVB). Sono estremamente stabili resistono sia al calore che alla luce per cui, se fatto adeguatamente, si conservano a lungo. Le loro molecole esposte al sole non si degradano e garantiscono quindi sempre la stessa protezione, la loro efficienza non diminuisce con il passare del tempo. Sono inoltre adatti e consigliati per qualunque tipo di pelle, anche per le più delicate (come quelle dei bimbi) o per chi soffre di eritemi o allergie al sole. 

Di contro, presentano alcuni problemi.  Il primo è di carattere reologico: essendo difficilmente miscibili in acqua richiedono numerosi composti aggiuntivi per poter essere amalgamati in creme o spray. Non per niente sono difatti conosciuti come i responsabili di solari "cemento", pastosi e che danno un "effetto fantasmino" per via della striscia bianca che lasciano. E'innegabile: il filtro fisico è meno leggero di quello chimico, ed è giusto sia così dato che è proprio lo strato corposo che lasciano sulla pelle a riflettere via i raggi nocivi. Ma è vero anche che negli anni molte aziende hanno saputo mettere sul mercato soluzioni che riescono a minimizzare questi problemi. Se ben formulati quindi, i solari a filtro fisico sono assolutamente funzionali e spalmabili.
Un altro problema è dato invece dal meccanismo di funzione del biossido di titanio che quando è esposto al sole si "carica", come fosse una batteria. Quando poi si "scarica" rilascia radicali liberi che possono creare danni alla pelle. Per questa ragione è molto importante che il biossido di titanio sia rivestito. Possiamo trovare rivestimenti chimici (siliconi, paraffina o altri petrolati come il glicole propilenico, alluminati ecc.) ma anche rivestimenti naturali dati da cere naturali o oli particolarmente grassi. In tema bio sono ovviamente preferibili questi ultimi ma ho notato che la maggior parte delle aziende di questo settore usa rivestimenti con alluminati. Probabilmente, considerato che il rivestimento naturale dura meno rispetto a quello chimico, la considerano una scelta più sicura.
Ultimo aspetto da tenere in considerazione per questi filtri è il discorso nanoparticelle, ovvero particelle di metallo talmente piccole da riuscire a penetrare oltre la naturale resistenza della pelle ed arrivare a depositarsi nei nostri organi dove con l'accumulo possono creare danni alla salute. La scelta sta al consumatore, proprio per questo se il solare contiene filtri in forma nano deve essere dichiarato per legge. Se non leggete in inci o in etichetta la dicitura nano non significa però che il solare ne è completamente privo, se sono inferiori ad una certa concentrazione (di solito la soglia limite accettabile è di <1 microparticella per milione di particelle normali) la dichiarazione può essere omessa.

Filtri chimici
Se paragoniamo il filtro fisico ad uno "scudo a specchio", quello chimico è una "spugna". Agisce infatti assorbendo i raggi UV e neutralizzandoli.
Il punto principale con questi filtri è la loro stabilità/instabilità. Paradossalmente,  non tutti resistono alla luce e al calore del sole. I filtri chimici fotoinstabili durante l'esposizione subiscono trasformazioni strutturali che ne alterano le caratteristiche filtranti e quindi non solo la loro capacità protettiva viene meno ma rilasciano anche diversi prodotti di degradazione, non sempre innocui. E' importantissimo per cui scegliere solo filtri chimici fotostabili. Vi riporto una tabella (tratta da L'angolo di Lola e aggiornata con altri studi. Per maggiori informazioni vi consiglio di leggere la pagina linkata del forum di Lola) dove sono riportati i più comuni.

FILTRI CHIMICI FOTOSTABILI:
1. Mexoryl:
- Terephthalylidene Dicamphor Sulfonic Ac= Mexoryl SX - filtro UVA
 - Drometrizole Trisiloxane= Mexoryl XL - filtro UVB 
2. Tinosorb: 
 - Bis-Ethylhexyloxyphenyl Triazine = Tinosorb S filtro UVA e UVB 
 - Methyilene Bis-Benzotriazolyl Tetramethylbuthylphenol = Tinosorb M - filtro UVA e UVB 
3. Diethylhexyl Butamido Triazone: filtro UVA 
4. Ethylhexyl Triazone: filtro UVB 
5. Octocrylene : filtro UVB 

FILTRI CHIMICI NON FOTOSTABILI:
1. Butyl Methoxydibenzoylmethane: è l'avobenzone, filtro UVA e parte UVB; è un filtro non fotostabile. E' stabilizzato se in formula ci sono Octocrylene e/o Mexoryl, Tinosorb, Diethylhexyl Syringylidene Malonate, Diethylhexyl 2,6-Naphthalate
2. Ethylhexyl Salycitate (o Octyl salycitate): filtro UVB non fotostabile. Si stabilizza in co-presenza con Ethylhexyl Triazione, Tinosorb M o S, Octocrylene o Mexoryl.

FILTRI CHIMICI "PROBLEMATICI", ovvero sotto osservazione e in fase di studi per tossicità:
1. Methylbenzyliden Camphor (4-MBC)
2. Octyldimethyl-PABA (OD-PABA)
3. Ethylhexyl Salycilate
4. Benzophenone-3 (Bp-3)
5. Homosalate (HMS)
6. Octyl-Methoxycinnamate (OMC)
Davanti ad un solare chimico controllate i filtri, evitate quelli problematici e prendete solo formulazioni che risultano stabili.

E' bene riapplicare ripetutamente nell'arco dell'esposizione il solare qualunque filtro scegliate: nel caso del fisico per andare a ricostruire lo scudo protettivo, nel caso del chimico invece perché tendono a consumarsi al sole e quindi a diminuire la loro efficacia.


La questione siliconi
In molti credono che la presenza dei siliconi in un solare sia fondamentale per garantire una corretta protezione. In realtà non è così. 
Il silicone in un solare serve sostanzialmente per due motivi:

  • aumentare le caratteristiche reologiche del prodotto (maggior spalmabilità, renderlo meno unto e più leggero...)
  • rivestire il filtro fisico (cosa che come abbiamo già visto si può fare egregiamente anche con altre sostanze sia di sintesi che naturali e ammesse dai vari disciplinari)
Perciò non solo il silicone non è fondamentale, non è nemmeno necessario! Si può benissimo avere un ottimo solare anche senza quest'ingrediente.


La mia esperienza ed opinione
Dal mio passaggio al bio ho avuto modo di provare sia solari a filtro fisico (Fitocose) sia a filtro fisico+chimico (Alkemilla, la vecchia formulazione. Ora i solari del brand hanno solo il filtro chimico) e mi sono trovata molto bene con entrambi. Ho riscontrato la differenza del filtro, quello fitocose risultava più pesante rispetto al chimico di Alkemilla, ma comunque nulla di particolarmente problematico non sono diventata un fantasma né altro. Sono un fototipo 2 per cui ho una pelle abbastanza delicata al sole e che necessita un'adeguata e alta protezione ed entrambi hanno saputo darmela.

Perciò, alla domanda "filtro fisico o filtro chimico, quale è migliore?" la mia risposta è nessuno dei due, dipende dalle esigenze e dalle necessità di chi lo utilizza. L'importante è conoscere le loro caratteristiche in modo da poter scegliere con cognizione di causa e da poterli utilizzare al meglio. 
Su di me sia filtro fisico che chimico si sono rivelati funzionanti e funzionali. Per cui più che al filtro in sé pongo la mia attenzione alla formulazione generale del prodotto. E' quella che fa la differenza, non il filtro. Ci sono solari chimici ben formulati, stabili e sicuri come ce ne sono altri che non rispecchiano queste caratteristiche. Lo stesso discorso vale per i solari fisici.
Ad esempio, se il solare ha filtro fisico presto attenzione al rivestimento utilizzato, che il filtro non sia in forma nano e che il solare contenga una buona fonte di antiossidanti sufficiente per contrastare i radicali liberi che possono formarsi. Mi piace particolarmente vedere inserito il gamma orizanolo, un ingrediente estratto dalla crusca di riso che è sia un filtro UVA vegetale che un buon antiossidante. In caso di filtro chimico invece controllo che la formula sia fotostabile, che contenga sempre ingredienti naturali idratanti e antiossidanti e che non abbia ingredienti inquinanti o dannosi. Il mio compromesso vale solo per il filtro, il resto della formula deve essere coerente con il mio pensiero. 
Questo è il mio "meno peggio": un solare a filtro fisico e/o chimico che sia ben formulato, attento alle esigenze della mia pelle al sole e per quanto possibile a quelle dell'ambiente che mi circonda. 

Spero che questo post sia stato utile a comprendere meglio la differenza fra filtro fisico e chimico, cosa aspettarsi da loro e soprattutto cosa cercare nella formulazione di un solare.
Affrontate il dilemma senza allarmismi e ben informate. Qualunque sia il vostro pensiero e la vostra scelta l'importante è proteggersi bene per cui ricordate di applicare sempre il solare prima dell'esposizione, più volte durante la giornata e sempre dopo bagni o forte sudate, evitate le ore più calde e...godetevi il sole.



Lily

"Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo" Gandhi

8 commenti:

  1. Bellissimo articolo Lily, molto informativo! Io sono pure delicatissima di pelle, non uso solari con SPF minore di 50 e negli anni ne ho provati diversi, alcuni deludenti, altri no. Ad esempio l'anno scorso ho usato la crema Alkemilla con vecchia formulazione e mi era piaciuta proprio tanto. Quest'anno invece sto usando la crema solare Alga Maris che (se non ho decifrato male l'inci) contiene solo filtri fisici. Io credo di preferire i filtri fisici perché, non assorbendo la radiazione come fanno invece i filtri chimici, non sviluppano quel calore che mi fa sentire bollita e mi stende come uno zerbino D: A parte questa preferenza personale, concordo che bisogna valutare la formulazione - io ho dato un'occhiata all'inci dell'Alga Maris e mi sembra buono, anche alla luce di quanto hai illustrato in questo post. Potresti elencarmi un paio di sostanze antiossidanti? Mi aiuterebbe a completare il quadro :D

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    1. Ciao ariel, grazie :)
      Leggevo che il filtro chimico trasforma il raggio uv in raggio ultravioletto che rimane in superficie nella pelle per cui non è dannoso e che da la sensazione di calore del sole. Potrebbe esser per quello!
      L'antiossidante più frequente è il tocoferolo :) per il resto se cerchi le sostanze nel biodizionario é proprio scritto di fianco

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    2. Sì esattamente, penso anche io che sia per quello!
      Me le devo annotare man mano che le scovo XD Alcune sostanze le ricordo a memoria, altre no - ad esempio non ricordavo che il tocoferolo fosse un antiossidante... Magari aggiungo un paio di pagine nel mio planner e le uso come mini-archivio inci ;D

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    3. La trovo un'idea magnifica!!
      Che planner hai? (Me lo sono perso)

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  2. Ottimo post, un po' di chiarezza sulla questione filtro chimico o fisico bisogna farla ^_^ Io penso alla fine di preferire il filtro chimico, quello fisico lo sento troppo pesante sulla pelle del viso e mi fa sudare più dell'altro, ma come protezione sono entrambi efficaci :)

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    1. Grazie!
      Si vero ad alcuni il filtro fisico fa sudare di più. Io sudo poco di mio per cui non riscontro questo problema :)

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  3. il post più obbiettivo ed approfondito che abbia letto sull'argomento, complimenti.

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