venerdì 27 marzo 2015

Ecodermocompatibilitá: la cosmesi del terzo millenio. L'incontro con la Prof.ssa Pucci Romano

Sabato 7 e domenica 8 Marzo ho avuto l'immenso piacere ed onore di conoscere la Prof.ssa Maria Concetta (Pucci) Romano e di assistere ad un suo seminario.
Ringrazierò sempre Green Remedies e Hino Natural Skincare per avermi dato l'opportunità di partecipare all'evento.




La Prof.ssa Pucci Romano è un medico chirurgo specializzata in dermatologia, co-fondatrice assieme alla compianta Dott.ssa Riccarda Serri e attuale presidente di SKINECO (Associazione internazionale di Ecodermocompatibilità).
Di lei mi ha colpito, oltre alla sua sapienza, la sua umanità e umiltá. Durante l'incontro si è sempre rapportata a noi nel modo più semplice possibile, ci ha trasmesso il suo pensiero senza arroganze o imposizioni, non pretendendo che prendessimo "per oro colato" le sue parole ma bensì facendoci riflettere su quanto ci esponeva. Cordiale e gioviale, in lei non ho riscontrato nessuna superbia. La sua esposizione, chiara e simpatica, mai noiosa, ha trattato vari temi importanti: dalla legislazione cosmetica alla pelle, dall'inci al cosmetico, dalle sostanze nocive al legame fra pelle e ambiente e di conseguenza all'importanza dell'ecodermocompatibilitá e al ruolo di Skineco. 
In questo post vorrei condividere con voi tutte le informazioni, per me a volte scoperte altre conferme, che ne ho acquisito. Spero di riuscire a riassumerle tutte perché sono davvero tante (nel caso vogliate approfondire qualche argomento basta che me lo chiedete). Quello che leggerete di seguito quindi sono le nozioni fornitoci dalla Prof.ssa Romano, io mi limito a condividerle a mio modo con voi che mi leggete.

Cos'è un cosmetico? Quali sono le leggi che lo regolamentano?
Abbiamo iniziato vedendo la definizione di cosmetico, una definizione molto basica e tranquilla, e la legislazione in atto. Fino a due anni fa la legge che regolamentava questo campo era quella n. 713 del 11/10/1986. Solo l' 11 Luglio 2013 ci siamo adeguati alla normativa europea ed è entrato in vigore il regolamento sui cosmetici 1223/2009. Fino ad allora abbiamo avuto una legislazione vecchia e non adeguata. Le disposizioni riguardo alle sostanze CMR (Cancerogenee, Mutagene, tossiche per la Riproduzione) e ai nanomateriali sono infatti state messe a punto solo nel gennaio 2013, prima queste sostanze non erano vietate. Il fatto che ci sia stato bisogno di un regolamento più dettagliato, rigoroso e selettivo fa dunque capire che il cosmetico tanto "innocuo e tranquillo" come traspare dalla sua definizione in realtà non è.
Il 2013 resta comunque un primo passo, purtroppo non è abbastanza perché sì, ci siamo adeguati al regolamento ma a tutt'oggi manca un sistema di cosmetovigilanza. In sostanza non c'è nessuna che vigila che il regolamento sia realmente seguito, manca una tutela interna. Anche per questo SKINECO ha ispirato la formulazione di una proposta di legge dedicata all'impatto dei cosmetici su pelle e ambiente, all'ecotossicità e che preveda sanzioni anche sulle (false) promesse che vengono usate in campo pubblicitario. Grazie all'On. Realacci questa proposta sta facendo il suo iter, non ci resta che sperare che venga approvata e messa in atto il prima possibile.

La pelle
Siamo poi passati a parlare della pelle osservando quelli che sono i suoi numeri. La Prof.ssa ci ha fatto riflettere sul fatto che la pelle non è solo un involucro che protegge gli organi importanti e vitali. No, la pelle è anch'essa un ORGANO. Spesso tendiamo a dimenticarcene o comunque a non pensare alla pelle in questi termini, tendiamo inoltre a sottovalutare la sua importanza. La pelle è un organo con una struttura assai complessa (numerose funzioni come quella endocrina, seboregolatrice ecc.) e VITALE. E' attraverso la pelle che regoliamo infatti la termoregolazione (motivo per il quale i bambini nati prematuramente hanno bisogno di esser messi in incubatrice fino a quando la pelle non completa lo sviluppo di questa funzione, senza non siamo in grado di sopravvivere) oppure ancora basta pensare all'importanza della formazione della melanina o a gravi malattie cutanee come lo xeroderma che porta a poter vivere solo di notte non potendo esporsi alla luce solare. La pelle è inoltre l'organo più esteso e grande del nostro corpo, pensate che la superficie cutanea di un adulto è di 2 metri quadrati e che il suo peso complessivo medio è pari a 15/17 kg! E' decisamente importante quindi imparare a rispettarla e a prendercene cura correttamente, preservando il suo benessere e le sue funzioni.
Abbiamo poi visto lo stretto legame, genetico, embrionale, che c'è fra la pelle e il sistema neurovegetativo.
Infine abbiamo fatto un excursus sui diversi tipi di pelle e sulle malattie che possono colpirla. Per ognuna (pelle secca, grassa, mista, sensibile e così via) abbiamo potuto apprendere le caratteristiche, le cause principali ed i consigli sia a livello alimentare che cosmetico. Siccome lo ritengo davvero utile e penso possa interessarvi molto di questo vi faccio il prima possibile un post specifico e dettagliato (che poi vi linkerò anche qui).


I numeri del mercato
Siamo poi arrivati a vedere quelli che sono i numeri del mercato. Pensate che in media tra detersione e cura del corpo veniamo a contatto quotidianamente con 500 sostanze! Detta così sembra incredibile ma se ci mettiamo a riflettere su quanti prodotti usiamo quotidianamente (ad esempio dentifricio, sapone, crema...) e che ognuno di questi è composto da più ingredienti basta fare una rapida somma di tutti i vari componenti ed ecco che si arriva in un baleno a quella cifra. Il totale del mercato cosmetico nei 27 paesi della Unione Europea è pari a 2,2 milioni di tonnellate all'anno. Tutte queste sostanze oltre a venire a contatto con noi si riversano nell'ambiente. Dobbiamo esigere perciò che siano rispettose sia della nostra pelle che dell'ambiente dato che tutto è un circolo che torna a noi. Come? Il bagnoschiuma ad esempio finisce nelle falde acquifere e arriva in mare. A questo punto le sostanze presenti possono inquinare l'acqua ma anche entrare a contatto con i pesci che poi arrivano nelle nostre tavole. Ad esempio l'EDTA è un potentissimo ittiotossico.

Le funzioni di un cosmetico
Ma tornando al cosmetico, quali sono le funzioni che deve svolgere?
  • Igienica, di detersione
  • Normalizzante, di ripristino e tutela della barriera cornea*
    Un cosmetico deve contenere sostanze in grado di correggere gli squilibri del film idrolipidico, che lo normalizzano quindi riportandolo e mantenendolo in equilibrio. Aiuta la pelle a svolgere il suo lavoro in pratica. L'idratazione e la normalizzazione possono contribuire anche a sinergizzare la terapia farmacologica.
    *Lo strato corneo è uno strato morto, le cellule che lo compongono sono infatti prive di nucleo. E' comunque molto importante e vivace, grazie ai fosfolipidi è lui che avvia il processo di rinnovamento cellulare (che avviene ogni 4/5 settimane circa).
  • Estetica
    Va ricordato lo stretto legame fra la pelle, il suo aspetto, e il sistema nervoso.
Un cosmetico deve rispettare la pelle e anche noi dobbiamo rispettarla. Tutte e tre queste funzioni sono ugualmente importanti ma sta a noi dare a tutte e tre la stessa importanza. Ciò che voglio dire è che non dobbiamo pensare che il detergente o la crema siano più importanti del fondotinta e quindi affidarsi a buoni prodotti per i primi due e poi "chiudere un occhio" sul terzo. Per dirla ancora più francamente è inutile usare una crema rispettosa della nostra pelle e dell'ambiente e poi però utilizzare il fondotinta Kiko (o qualunque altra marca non ecobio).

L'equilibrio della salute passa anche attraverso l'uso dei cosmetici. Difatti, mantenere in equilibrio il film idrolipidico è fondamentale per controllare la sanità della barriera cornea e prevenire quindi i fenomeni infiammatori (l'infiammazione è la madre di tutte le malattie, dalla più semplice dermatite al cancro). Diventa di basilare importanza assicurare all'utente la massima qualità del prodotto cosmetico che utilizza.

I componenti di un cosmetico
I componenti che possono essere contenuti in un cosmetico sono i seguenti:
1. Tensioattivi
2. Emulsionanti e solubilizzanti
3. Lipidi (oli, burri, grassi, cere)
4. Additivi reologici (agenti gelificanti, viscosizzanti, filmogeni)
5. Umettanti
6. Antiossidanti e sequestranti
7. Conservanti e antimicrobici
8. Colori, lacche e pigmenti
9. Sostanze ausiliari (acidi, basi, sali, profumi, propellenti)
10. Sostanze funzionali (principi attivi)

Abbiamo visto quella che è la funzione di ogni punto e ciò che mi ha colpito maggiormente riguarda gli additivi reologici. Reo dal greco significa scorrere, sono in pratica quei componenti che rendono un prodotto "bello" e comodo da utilizzare. Non avevo mai riflettuto sulla loro importanza: devono valorizzare il principio attivo. Un prodotto può avere infatti principi attivi fantastici ma se non ha buoni additivi reologici può risultare inutilizzabile e di conseguenza inutile.
Grande spazio hanno avuto anche i conservanti e antimicrobici. Ultimamente al centro di grandi polemiche, sono componenti che vengono quasi demonizzati. In realtà la loro presenza in una formulazione è fondamentale in quanto un ingrediente principale nei cosmetici è l'acqua (talvolta anche fino al 90% in una composizione) e nell'acqua possono formarsi e crescere batteri e microorganismi. Anche per questa ragione è bene rispettare sempre pao e data di scadenza. Non è quindi da condannare l'uso dei conservanti in toto ma bensì capire quali conservanti. Inoltre alcuni accorgimenti, come l'uso del packaging airless, possono aiutare a ridurne la quantità necessaria.

A seconda di come vengono combinati questi vari componenti avremo differenti formulazioni, che possono essere emulsioni, gel, miscele, soluzioni, spray o patch.

L'ecodermatologo
L'ecodermatologo si deve occupare quindi di verificare la qualità cosmetica, la possibile tossicità o gli effetti conseguenti all'esposizione prolungata. Ma soprattutto deve sapersi relazionare con esperti di altre discipline. I formulatori di un cosmetico conoscono la chimica ma non la pelle, viceversa un dermatologo conosce la pelle ma non la chimica, e così via. Per questo SKINECO vuole favorire una sinergia fra tutti gli addetti ai lavori, che siano chimici, cosmetologi, dermatologi o altro ancora.
L'ecodermocompatibilità prevede natura ma anche scienza, tecnologia e sinergia
Solo a questo punto si può parlare di "terapia" cosmetologica. Un cosmetico nato da queste promesse può infatti creare sinergismo con la terapia farmacologica (ad esempio in casi di psoriasi nelle fasi non acute un buon cosmetico può aiutare o ritardare la comparsa dei sintomi), controllare gli eventuali effetti collaterali (ad esempio in caso di acne), impedire la sensibilizzazione, diventare un'alternativa ai farmaci e non di minore importanza migliorare la componente psicologica (pensiamo ad esempio di nuovo quanto una forte acne possa diventare una problematica psicologica per chi la vive oppure in casi ben più gravi davanti agli effetti visibili e devastanti di una terapia oncologica).

L'inci
Dal 1997 è obbligatorio che ogni cosmetico immesso sul mercato riporti sulla confezione l'inci, ovvero l'elenco degli ingredienti scritti in ordine decrescente di concentrazione. Per cui ai primi posti sono indicati gli ingredienti contenuti in percentuale più alta e così man mano fino a quelli a più bassa concentrazione. Se l'ingrediente è di provenienza botanica è scritto in latino, se invece è di sintesi viene usato l'inglese. Discorso a parte per i coloranti per cui si utilizza il Colour Index (ovvero C.I. + il numero del colorante), in totale ce ne sono più di 70 mila e sono esclusi i coloranti per i capelli per i quali si usa il loro nome chimico in inglese.
Quando un agente di commercio presenta un nuovo prodotto di solito si limita a dire che è dermatologicamente testato, quali sono i principi attivi e la sua efficacia funzionale. Ad esempio una nuova crema a base di aloe che promette maggiore idratazione. Queste tre cose sono le uniche certezze, le uniche cose che sono normate. Tutto il resto, come la lettura dell'inci di quel prodotto, l'efficacia reale sulla lunga distanza, come viene veicolato quel principio attivo e molto altro restano invece domande senza risposta. Chi consiglia o prescrive i cosmetici molto spesso non conosce gli ingredienti dei prodotti che suggerisce, viene informato solo sui principi attivi. Nasce quindi l'esigenza di un codice disciplinare, di una regolamentazione seria che rispetti ed esalti la scienza della cosmesi, che preservi dai potenziali danni e che vigili sulle promesse.

Sostanze che ci piacerebbe non trovare più nei cosmetici del terzo millennio
Molte sono le sostanze che attualmente creano allerta. Qualche nome: 

  • petrolati (paraffinum liquidum, petrolatum...)
  • siliconi (dimethicone, cyclomethicone, amodimethicone, cyclopentasiloxane...)
  • sostanze formate o che contengono 3 o 4 lettere in maiuscolo (PEG, PPG, DEA, MEA, TEA, MIPA, EDTA...) seguite da un numero
  • alcuni antimicrobici, antiossidanti e conservanti (bht, bha, triclosan, DMDM hydantoin, imidazolidinyl urea, diazolinyl urea, formaldheyde, methylchloroisothiazolinone, methylisothiazolinone, sodium hydroxymethylglycinate)
  • carbomer assieme a radici quali crosspolymer o acrylate(s) o styrene o copolymer o nylon
  • la triethanolamine
  • coloranti chimici
  • chlorexidine (ad alte percentuali)
  • nonoxynol o poloxamer
  • formulazioni in nanoparticelle
E queste sono solo una piccola parte, l'elenco sarebbe molto più lungo. La tossicità di alcune di queste sostanze è stata provata (ad esempio alcuni sono disturbatori endocrini oppure l'aumento dell'endometriosi è collegato ai ftalati), su altre invece gli studi sono ancora aperti. Di certo tutte queste sostanze non sono ecocompatibili per cui secondo il principio di precauzione (che dovrebbe essere un principio cardine sul quale ogni azienda seria dovrebbe basarsi) non sono dermocompatibili. Per citare una frase che era solita dire sempre la grande Dott.ssa Serri, "nella vostra insalata mettereste l'olio di colza? O cercate l'extravergine?"

Per fortuna inizia a venire fuori una letteratura scientifica riguardo tutte queste sostanze. Al seminario ne abbiamo visti parecchi, non sto ad elencarli tutti gli studi nel dettaglio ma se siete interessati non esitate a contattarmi.
In particolare e in breve per i petrolati abbiamo visto che ci sono sufficienti indizi di tossicità e che l'eventuale tossicità riguarda l'esposizione cronica, a basse dosi per periodi prolungati. La normativa vigente non prevede però verifiche per questo tipo di esposizione e non prevede neppure prove con tecnologie up-to-date sul rispetto della definizione dei petrolati quali cosmetici. Dietro ai petrolati c'è un mercato immenso fatto di contoterzisti, costano pochissimo e fruttano molto per cui sarà difficile liberarsene.

Sui siliconi mi dilungo maggiormente. Sono utilizzati principalmente perché influenzano i caratteri reologici del prodotto. Ad esempio: cycolpentasiloxane, cyclohexasiloxane e cyclomethicone (siliconi volatili) hanno un ottimo effetto rullante e setoso, non sono untuosi; dimethicone, cetyl dimethicone, stearyl dimethicono sono più untuosi, ammorbidenti, antischiuma e stabilizzanti; phenyl dimethicone, diphenyl dimethicone, phenyl trimethicone hanno invece una maggiore compatibilità con gli altri lipidi presenti e sono solubili in alcool.
Le proprietà dei siliconi sono varie: rimangono uniformi in un ampio intervallo di temperatura (non si addensano col freddo, non diventano più liquidi con il caldo, non si degradano con il calore come fa invece la maggior parte degli oli vegetali), hanno una bassa tensione superficiale per cui abbattono la schiuma e aumentano la bagnabilità del prodotto in cui sono inseriti cioè lo fanno scorrere, hanno un alto grado di lubrificazione e scorrevolezza (sulla pelle fanno il famoso "effetto rullante", imitato in natura solo fai fitosteroli contenuti in alcune piante), hanno un'alta idrorepellenza, sono unti e quelli che lo sono di più vengono utilizzati nelle creme mani barriera proprio perché impediscono che l'acqua arrivi alla pelle, hanno infine inerzia fisiologica. MA hanno anche vari aspetti negativi. Oltre a non essere ecocompatibili, sulla lunga distanza possono avere un effetto dissecante, tendono a tenere gli altri ingredienti (fra cui i principi attivi) sulla superficie cutanea non permettendo loro di svolgere le loro funzioni, non sono del tutto inerti (basta pensare ai siliconi usati per le cicatrici ipertrofiche, se sono in grado di abbattere un cheloide significa che arrivano ad interagire con la pelle in modo a dir poco sostanzioso) e alcuni siliconi volatili sono sotto indagine per azione cancerogena.
Si è visto inoltre, grazie ad uno studio scientifico della Dott.ssa Adele Sparavigna, che l'uso continuativo di prodotti filmanti e occlusivi (siliconi e petrolati) favorisce la comparsa di pori dilatati e cute asfittica. Ho potuto vedere con i miei occhi l'immagine della pelle al microscopio prima e dopo 30 giorni di applicazione di queste sostanze e la differenza a livello di pori e di sofferenza cutanea era sbalorditiva.
Di nuovo, nel caso vogliate maggiori informazioni a riguardo o anche solo l'elenco di tutti i siliconi ad uso cosmetico basta che me lo fate sapere.

Abbiamo poi parlato dei filtri solari e passato ad esaminare i lavori scientifici sulla loro tossicità. Qua abbiamo visto come ancora quello che fa male all'ambiente fa male anche a noi (ad esempio i filtri octocrylene e i cinnamati che oltre che deturpare la barriera corallina sono anche disturbatori endocrini). Ci siamo soffermati in seguito sull'allerta relativa alle nanoparticelle. La nostra pelle oppone una resistenza naturale, queste particelle sono talmente ridotte al minimo che riescono a forzare questa resistenza e a penetrare in profondità. A questo punto però non si sa dove vanno, non sono più controllabili.
In sintesi, molti ingredienti pur non essendo tossici, non allergizzanti e pur presentando profili tossicologici rassicuranti si rivelano sulla lunga distanza poco dermocompatibili. Tali ingredienti sono molto spesso anche non ecocompatibili. Il link tra dermocompatibilità e ecocompatibilità è strettissimo.

Quanti e quali tipi di cosmetici. Facciamo chiarezza
Il cosmetico naturale al 100% naturale non esiste, se si escludono gli oli e i burri vegetali. Il termine naturale in realtà dice tutto e niente, di solito si usa questo termine solo per indicare una filosofia e uno stile di vita. Inoltre, non tutto quello che è naturale è "buono" (ad esempio anche l'uranio è naturale).
Il cosmetico ecologico è fatto con componenti derivati da fonti rinnovabili, nel modo meno impattante con l'ambiente, derivati dal mondo vegetale e da chimica verde. E' il più biodegradabile possibile, anche nel packaging. Non contiene derivati del petrolio (vasellina, paraffina,...), siliconi, ftalati ecc.
Il cosmetico ecobiologico è un cosmetico ecologico nel quale gli ingredienti vegetali che lo compongono provengono da coltivazione biologica.
Il cosmetico ecodermocompatibile è il più ecologico possibile ma anche ipoallergenico e dermatologicamente testato. Al momento attuale può contenere basse quantità di molecole non ammesse nei disciplinari delle certificazioni ecologiche, queste molecole devono però figurare nella parte più bassa dell'inci.
Il cosmetico ecobiodermocompatibile è un cosmetico ecodermocompatibile in cui le componenti botaniche provengono da coltivazione biologica.

Green Chemistry
Ovvero "chimica verde" o "chimica amica". L'ecocosmesi, o cosmesi sostenibile, non esclude la chimica ma sceglie la cosiddetta "green chemistry": molecole sostenibili e biodegradabili (o più biodegradabili) non provenienti dalla petrolchimica.

Le piante possono dare problemi, ad esempio di sensibilità; l'olio essenziale può diventare tossico... una chimica verde può essere più affine alla nostra pelle. La chimica può mediare fra natura e esigenze della pelle.



Certificazioni
Riguardano quasi sempre la "ecobiocompatibilità". Si tratta di enti privati che controllano che ogni ingrediente contenuto nel prodotto sia ammesso dai disciplinari dell'ente in questione e che gli estratti botanici siano nella maggior parte biologici. Esistono molti enti certificatori ufficiali, i più noti sono: ICEA, CCPB, ECOCERT, COSMOS, NATRUE, SOIL ASS. Ciascuno differisce da un altro per piccole cose, non c'è ancora un modello unico europeo, ma nessuno ammette per esempio petrolati, siliconi e parabeni.
Ad oggi i cosmetici non devono, per legge, sottoporsi ad alcuno "standard" di ecologicità, di sostenibilità ambientale e di biodegradabilità. Le certificazioni non sono obbligatorie ma l'azienda che la cerca ci mette di sicuro la faccia. Abbiamo visto infine un singolare confronto con ECOLABEL, ente che certifica i detersivi. Lì ci sono sostanze vietate e paradossalmente nei cosmetici le stesse sostanze sono ammesse.

La mission di SKINECO
SKINECO è un'associazione scientifica NO PROFIT nella quale (eco)dermatologi e chimici controllano e valutano la ecodermocompatibilità di cosmetici, tessuti e di tutto ciò che viene a contatto con la nostra pelle. Perché tutto questo interesse per l'ecodermatologia? Perché è un tema attuale e scottante, perché i dermatologi sono un punto di riferimento in quanto esperti della cura della pelle, perché c'è interesse per i cosmetici ma anche per gli ingredienti che arrivano a contatto con la pelle e c'è interesse per l'ambiente e la sua salvaguardia, perché l'ecocosmesi è un fenomeno in crescita e perché si sente la necessità di rigore scientifico e approccio razionale.
La misson di SKINECO è quindi proprio quella di portare avanti un discorso di ecodermocompatibilità, solo il "dermatologicamente testato" non è più sufficiente. SKINECO auspica a coniugare scienza della sostenibilità ambientale con scienza della pelle e delle sue esigenze.

Le vere rivoluzioni si fanno a piccoli passi. I grandi cambiamenti si compiono nel tempo e con la collaborazione di tutti quelli che in qualche modo si occupano della stessa materia, per cui anche noi consumatori.
Il consumatore deve diventare consapevole, non può più rimanere passivo.
Termino lasciandovi l'immagine della piramide di skincare secondo SKINECO.


Potete trovare la spiegazione ed il confronto con la piramide secondo l'interpretazione USA nel loro sito, a questo link. Vi invito a leggerla, personalmente l'ho trovata molto interessante.

Che dire, spero di non esser stata troppo specifica o noiosa. Vi assicuro che la Prof.ssa Romano non lo è stata minimamente anzi, come vi dicevo ha saputo trasmetterci tutte queste nozioni in modo semplice e divertente.




So che molte di voi aspettavano questo mio post e questo vostro interesse mi fa davvero piacere. Non è stato facile riassumere tutto e spero che il risultato vi sia fruibile perché a mio parere queste nozioni meritano di esser condivise il più possibile.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento o approfondimento. Come sempre fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate.




Lily

"Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo" Gandhi

2 commenti:

  1. Bello bello bello!.....ora mi leggo tutto con calma. Deve essere stato molto interessante avere modo di interagire con una dermatologa del calibro della Dott.ssa Pucci Romano. Leggo leggo leggo!

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    Risposte
    1. Interessantissimo, a dir poco!
      Grazie :) fammi sapere come lo hai trovato ;)

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