martedì 16 dicembre 2014

[Riflessioni] Report & Bio, ecco come la penso

Domenica sera è andata in onda una puntata di Report, un programma giornalistico di Rai3, dal titolo "I Biofurbi". Se l'avete persa potete rivederla su RaiReplay. In molti speravamo potesse essere un'occasione per poter parlare in modo chiaro di questo mondo ecobiologico, ma...

Dopo aver visto la puntata avrei voluto condividere le mie impressioni con voi sulla pagina Facebook, come prima di me han fatto tante mie "colleghe" blogger e non solo. Non c'è voluto molto per rendermi conto che quello che avevo da dire era tanto. Avrei creato un post lunghissimo per gli standard del social network, da qui la decisione di scrivere quello che penso qui nel blog.

Sulla prima parte, quella dedicata al riso, non ho cose specifiche se non che nel campo alimentare consiglio, a chi ha interesse ovviamente, di affidarsi esclusivamente ad aziende solamente biologiche in quanto le uniche realmente controllate. O meglio, questo è quello che mi è arrivato dal servizio.
La seconda parte, dedicata alla cosmesi, è quella che ha invece maggiormente suscitato in me la voglia di precisare alcune cose. Probabilmente perché è il campo che conosco meglio. Vi anticipo che ho trovato il tutto piuttosto superficiale. Nello specifico questi sono i punti che più voglio commentare:

  • C'erano vari spunti a mio avviso utili ed interessanti da approfondire, come ad esempio la coltivazione biodinamica, ma si è preferito incentrare il discorso sulle furbate. Personalmente lo trovo un peccato.
  • Nel servizio un intervistato affermava che alcune persone non credono al bio perché rimaste scottate da prodotti che nei fatti non erano realmente biologici. Beh per forza! Fatemelo dire ma se ci si affida solo a quello che si legge su descrizioni e pubblicità il rischio di restare scottati è altissimo. Si sa che, visto la mancanza di leggi che regolano la tematica, si possono usare parole come "bio", "eco", "verde" ecc. ecc. come pare e piace. E d'altronde come dargli torto, il bio è un mercato in forte espansione, il marketing in fondo mira a vendere e se parole così lo fanno ai loro occhi è tutto di guadagnato. Purtroppo sta al consumatore non farsi "prendere in giro". E come? Come dice bene la farmacista intervistata nel servizio diffidando di ciò che leggete in etichetta, soprattutto di certe parole che fanno da specchietti per le allodole, e affidandosi all'inci, l'unica cosa davvero veritiera.
    Certo, per farlo bisogna imparare a leggerlo ma con un po' di buona volontà e senza troppe pretese (non siamo dei formulatori, ci sta che possiamo sbagliare soprattutto all'inizio. Basta non scoraggiarsi) ci si può riuscire SE LO SI VUOLE. E lo dico perché ci sono riuscita io che sono una ragazza normalissima come tutte voi, non ho nessuna capacità o competenza in più rispetto a nessun altro.
    Tra l'altro, reputo saper leggere un inci importantissimo a prescindere dal discorso bio/non bio. Significa imparare a comprare consapevolmente, a sapere esattamente cosa si sta acquistando, a risparmiare, a conoscere maggiormente noi stessi e aiuta a formare una propria opinione critica (a tal proposito vi lascio il link di un post dove avevo già approfondito il discorso, nel caso leggete anche i commenti dato che lì specifico meglio alcune mie affermazioni. Lo trovate qui). Un'ovazione all'intervento, purtroppo limitato, del chimico industriale Fabrizio Zago, fondatore del biodizionario.
  • Nel servizio viene mostrata una tinta della marca Biokap. In questo campo fate attenzione in generale (non solo a questa marca) a tutte quelle tinte che si spacciano per naturali o comunque migliori di altre e che affermano di non contenere determinate sostanze. Se ne leggete l'inci vi accorgerete che purtroppo, magari in piccole quantità, quelle determinate sostanze invece sono contenute (vi avevo già parlato di questa cosa riportandovi varie esempi tratti dalla mia esperienza in questo post). Per cui di nuovo l'unica cosa che non mente è l'elenco degli ingredienti.
  • Personalmente mi affido solo all'inci. Pur amando tantissimo gli animali non guardo al cruelty free (che ricordo essere una cosa collegata al bio ma ben diversa. Un prodotto può essere ad esempio cruelty free ma non bio o viceversa) proprio perché la tematica non è così chiara, per cui ho sempre dato un'importanza relativa alle certificazioni. Ho apprezzato in particolare l'intervento del direttore icea Alessandro Pulga.
  • Ho letto che Alchimia Natura, l'azienda intervistata nel servizio, dopo aver visto vari commenti vuole scrivere un articolo "per far comprendere meglio alcune tematiche di report un po' brevi". La cosa mi fa davvero piacere e non vedo l'ora di leggerlo.
In generale ho trovato l'intera parte un'idea giusta e carina ma deludente nei contenuti (per me, in quanto non mi ha dato nulla di nuovo che non sapessi già), nonché poco chiaro. Come vi ho già detto l'ho trovato superficiale, se si vuole parlare di bio personalmente avrei dato maggior spazio a quelle realtà davvero biologiche come le aziende citate e a persone a mio avviso rilevanti in questo mondo come Barbara Righini e Fabrizio Zago.
Non mi è per niente piaciuto la sensazione che il servizio mi ha lasciato. Mi è sembrato quasi come se si volesse screditare questa realtà. Era maggiormente incentrato sulle furbate, sui punti deboli del sistema, sui paradossi che per l'amor del cielo ci sono ed è giustissimo mostrarli (anzi ce ne sarebbero pure tanti altri, anche in temi collegati e non trattati come lo spignatto ad esempio) ma avrei preferito percepire un maggior equilibrio fra le due parti. La mia impressione è di aver visto un 70% di furbate e un 30% di aziende e realtà serie. L'immagine complessiva che ne viene fuori è negativa. Mi è sembrato quasi come se si volesse far sembrare tutti furbi, cavalcando quest'onda si è dimenticato che i furbi esistono sempre e da sempre sono ovunque, in qualunque ambito ma per fortuna non esistono solo loro. Inoltre non mi sono piaciute certe espressioni, ad esempio il definire "bio" "eco" e "naturale" come "fantasie suggestive", l'ho trovato personalmente un po' pretenzioso. Insomma mi è sembrato si facesse di tutta l'erba un fascio e questo non mi è piaciuto, non lo trovo un atteggiamento serio. Un giornalista professionale deve informare oggettivamente, mostrando i fatti senza dare una propria opinione. E' vero e di sicuro questo è stato fatto. A mio avviso però il come vengono mostrati i fatti fa la differenza ed in un certo senso guida il lettore/telespettatore verso un'opinione piuttosto che un'altra. 
CI TENGO A SPECIFICARE CHE TUTTO QUESTO E' SOLO LA MIA PERSONALE IMPRESSIONE. Girando per i social network e leggendo i commenti relativi mi sono accorta che non sono l'unica a pensarla così.
Da quello che ho potuto leggere (in pagine Facebook pubbliche e non solo) dopo la messa in onda molte persone si dichiarano deluse e confuse.
Ecco qualche commento, sono tutti commenti pubblici (postati appunto su pagine pubbliche) ma per una maggiore tutela della privacy ho cancellato nomi ed immagini profilo.










Ed ecco qualche commento preso dalla stessa pagina Facebook del programma.







E' giusto precisare che in tanti non la pensano come me ed hanno apprezzato il servizio ovviamente. Non mancano difatti anche molti commenti di ringraziamento e di consenso.
Voi come la pensate? Fatemelo sapere!

Vorrei concludere con due commenti che mi hanno particolarmente colpito.




Di nuovo, possiamo tutelarci o affidandoci a realtà/aziende che riteniamo serie oppure meglio ancora, se non sappiamo di chi fidarci o a prescindere in modo da compiere noi stessi la scelta, leggendo la formulazione di un prodotto. E assicuro che non serve prendere una laurea in quei campi basta solo pazienza, buona volontà e curiosità!



Sicuramente, è solo un bene che se ne parli. E lo spero anch'io!

Termino lasciandovi i link ad altri commenti/risposte a questo servizio. Son tutti davvero ben fatti e piacevolmente interessanti per cui ve li consiglio vivamente. 
Saicosatispalmi
Alchimia Natura (articolato in 5 parti)
Fabrizio Zago

Skineco
FederBio
Il giardino di Arianna

Piccole Chimiche



Lily

"Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo" Gandhi

6 commenti:

  1. Hai detto bene, "Se lo si vuole" e' questo il punto...molti per pigrizia si fermano alla conoscenza delle poche cose che si riescono a leggere in un INCI.
    Come il non leggere tutto un articolo e leggerne soltanto il titolo o una minima parte e pensare di aver letto tutto.
    Report non ho avuto la possibilita' di vederlo ma il mio compagno si, infatti mi ha parlato soltanto dei furbi...
    Hai parlato di riso. In Svizzera hanno preso dei campioni di pasta da supermercati noti del Ticino e vi erano anche marche di pasta italiana. Il test serviva per controllare che la pasta non avesse pesticidi ed insetticidi....sconvolgente, quasi la meta' della pasta ha queste sostanze che ovviamente mangiamo! Io ogni tanto vado a vedere la lista della pasta non contaminata perche' tendo a confonderle (e come si fa, le confezioni spesso si assomigliano!), mi ha stupita come certe marche italiane che reputavo sospette, invece abbiano passato i test perche' prive di suddette sostanze.
    Mentre per la cosmesi ne so meno, e ti ringrazio per aver scritto questo articolo in modo che io come altri possiamo farci un'idea piu' chiara.
    Condivido perche' e' necessario!
    A presto
    Roby

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    1. Grazie a te :)
      Non so magari se hai domande sulla cosmesi o comunque suggerimenti sul come schiarire le idee a chi non conosce questo mondo sarei lietissima di poter rispondere/trarne spunto! :)

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  2. Concordo con te che il servizio è stato un po' superficiale e tutto ciò che è stato detto noi lo sapevamo già, però report è nato con tale scopo, cioè di "sganare" le situazioni ambigue e così ha fatto. Tempo fa alle Iene avevano scoperto un fruttivendolo che si spacciava per azienda biologica certificata, invece la mattina presto andava ai mercati generali a caricare cassette di frutta e verdura che di bio non avevano nulla, ecco di quello io ho paura, per quanto riguarda il cibo in particolare, mentre per i cosmetici ho imparato da voi blogger a leggere l'inci :))

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    1. Si quello è vero però ho letto davvero tantissime persone dichiararsi confuse. E mi chiedo, ok che a voi complice anche tempi limitati non interessa/potete approfondire tutto e quindi vi concentrate su ciò che vi caratterizza come denunciare le furbate. Ma quello che dovrebbe arrivare allo spettatore non dovrebbe essere chiarezza? Se si dichiarano confusi non c'è qualcosa che non va in un determinato servizio? A mio avviso si. Non sono una giornalista ma se una persona leggendo un mio qualunque post si dichiara confusa me ne rammarico perché il mio intento non é confondere, ma al contrario informare per cui evidentemente ho sbagliato qualcosa e cerco di correggermi spiegandomi in modo più chiaro.

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