martedì 4 marzo 2014

[Riflessioni] Perché il fanatismo nel bio è senza senso

In questi ultimi giorni sto leggendo varie e varie critiche, se così le vogliam chiamare, sul mondo ecobio.
Stavolta non vengono dall'esterno, ma bensì dall'interno, da gente che ha fatto della filosofia ecobio la propria di vita. Sono rivolte sia alle singole persone che alle aziende.
Dietro a queste critiche io ci vedo solo fanatismo, ciò è profondamente sbagliato oltre che senza senso a mio avviso. 

In questo post voglio rendervi partecipi del mio pensiero.

Queste persone attaccano chi passa al bio definendoli eco-consumatori, ma non lo siamo tutti? E che c'è di male? Da quando questo termine è diventato dispregiativo?
Lamentano che si passa al bio non per accogliere e appoggiare i valori della decrescita, dell'ecosostenibilità, dell'ecologia ecc ma solo ed esclusivamente per moda o per avere vantaggi personali. Ok, concordo ma quindi? A parte che saranno anche fattacci propri i motivi di tale scelta, ma soprattutto, che si passi per determinati ideali o che si passi per "convenienza" il punto importante è che si passi. Se ciò che sta a cuore è la salute ambientale il fatto che il fenomeno stia dilagando è solo un bene. Che si usi un prodotto a basso impatto ambientale per motivi etici, o per paura di sostanze "cattive", o per moda o perché si è sentito che fa diventare i capelli belli ad esempio poco cambia: lo si sta usando al posto di uno più inquinante. E ciò, ripeto, è solo un bene. Senza contare che ci vuole anche un po' di pazienza: cominciamo a diffondere e a far abituare le persone ad una concezione non inquinante e a favore dell'ambiente, poi pian piano volendo si può ampliare e abbracciare anche altri valori come quello della decrescita. Tutto e subito non porta a nulla, e mi stupisce che proprio queste persone non lo capiscono dato che nella natura il "tutto e subito" non esiste.
Quello che sfugge è che il passaggio al bio è un percorso personale, non comune. Si può quindi consigliare ma non imporre. Farlo non porta a nulla, si va solo a ledere la libertà altrui!

Essendo un percorso è normale che si parta da certi punti (come la cosmesi), per poi passare ad altri (come alimentazione, casa, abbigliamento) e concluderlo su altri ancora. La cosa bella, da tenere sempre ben a mente, è che è un percorso libero. Ognuno di noi sceglie liberamente da dove intende partire, per quali motivi, e dove intende arrivare. Ma non solo, sceglie anche i tempi in cui farlo e magari nel percorso troverà ostacoli da superare o ancora entrerà in contatto con nuovi spunti che gli faranno cambiare opinione. Ogni percorso è diverso e tutto da scoprire. 
Per questo il fanatismo è inutile e senza senso. Se l'obiettivo è quello di aprire le coscienze fidatevi che così non otterrete nulla se non una chiusura ancora maggiore.



Le aziende ecobio, non tutte, sono invece attaccate di aver tradito quegli ideali già detti prima per uniformarsi agli schemi della cosmesi tradizionale.
Due delle critiche maggiori a riguardo, che ho letto davvero in tanti luoghi diversi e da diverse persone, sono il ricorrere a determinate strategie di marketing e il ricreare prodotti tipici della cosmesi tradizionale che poco si sposano con gli ideali della decrescita ad esempio (come il creare più prodotti specifici per diverse parti del corpo invece che uno generico).
Ora, a me queste cose sembrano del tutto normali. Sono aziende, è chiaro che debbano guadagnarci per poter continuare ad esistere. I
l mercato bio è in forte espansione sì, ma non è neanche totalmente affermato. Tante persone si affidano ancora alla cosmesi tradizionale ed è ovvio che qualora decidano di passare ad una cosmesi più consapevole vanno a ricercare gli stessi prodotti, o le stesse categorie di prodotti, che sono solite usare.
Le aziende bio non credo nascano per contrastare e criticare il mercato pre-esistente, ma bensì per lavorare in armonia con la natura e con i propri principi personali. Di conseguenza mandano anche questo messaggio positivo ma per poterlo fare devono rimanere sul mercato e ciò significa anche affidarsi al marketing, non vedo cosa ci sia di male. 
Rispondere alle esigenze del mercato è un bisogno. Se il mercato (e ricordo che chi lo compone siamo proprio noi) richiede determinati prodotti queste aziende devono farli per rimanere concorrenziali. L'unica cosa che cambia con un'azienda tradizionale è che l'azienda bio produrrà questi prodotti in modo etico, preoccupandosi di mantenere basso il suo impatto ambientale, scegliendo dove possibile materie prime a km zero ecc ecc.

Per concludere vorrei solo aggiungere che il fanatismo non ha senso perché è principalmente un'utopia.

Nessuno di noi, neppure chi come me passa al bio per quei motivi etici elencati su, neppure il più fanatico dei fanatici oggi può condurre un'esistenza realmente eco. Si può cercare di ridurre il più possibile il proprio impatto ambientale ma si è per forza di cose costretti - per necessità, possibilità, opinioni ma anche motivi esterni a noi - a fare compromessi.

A chi si accinge ad entrare in questo nuovo mondo vorrei dire bravi! L'ecobio è a mio avviso la scelta migliore per l'ambiente e per voi.
Fregatevene dei fanatismi e ricordate sempre una cosa che viene spesso dimenticata: ecobio significa sì salvaguardia dell'ambiente e della persona ma anche consapevolezza.
Imparare a leggere un inci significa imparare a comprare in modo consapevole, sicure di cosa state acquistando realmente e non di quello che vi vogliono far credere etichetta e pubblicità. Significa acquisire conoscenze sui prodotti ma soprattutto su di voi, capire cosa piace al vostro corpo e cosa no, cosa vi da fastidio e cosa no. Questa consapevolezza è una cosa che porterete con voi sempre, al di là di bio o non bio.

Per acquisirla è fondamentale avere uno spirito critico. Se siete davanti ad una nuova info non accontentatevi di quello che vi si dice, informatevi voi in prima persona e fatelo secondo più e diverse fonti. Acquisite una conoscenza globale che si basa su diversi punti di vista e opinioni anche contrastanti e da lì costruite un pensiero che sia vostro. Questo è fondamentale in ogni ambito della vostra vita non solo nella cosmesi. Non fatevi bastare quello che vi viene detto ma siate curiosi, approfondite e ragionate secondo ciò che avete appreso ma soprattutto secondo le vostre opinioni in merito.


Voi come la pensate?



Lily

"Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo" Gandhi

10 commenti:

  1. Che belle parole Lily!
    Concordo in ogni frase, in ogni parola, in ogni virgola.
    Non sono nata-bio, ma sto provando a conoscere il mondo "bio": è difficile lasciare i prodotti tradizionali, è difficile fidarsi. Eppure poco alla volta mi rendo conto che sto cambiando, e che sto diventando "consapevole", come dicevi tu.
    Per il resto rabbrividisco di fronte ai fanatismi, di qualunque natura essi siano.

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    1. Grazie :) giá diventare consapevoli é un buonissimo passo che tu compra fitocose o che tu compra pantene :)

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  2. Secondo me hai pienamente ragione! La storia ci insegna che, in ogni campo, gli estremismi non vanno MAI bene, nè nelle cose serie che nelle cose più frivole. E il fanatismo non porta altro che alla chiusura mentale.

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    1. Si tende a rispondere alla stessa maniera. Il fanatismo é chiusura mentale, non gli si può rispondere altrimenti :)

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  3. Lily che dire, post interessantissimo e che condivido pienamente... Io è da qualche anno che mi sono lanciata nel mondo del bio, ma cerco di non diventare matta in proposito, ho abbandonato prodotti "commerciali" perchè mi sono trovata meglio con altri eco-bio e viceversa. L'importante è trovare il giusto equilibrio insomma, poi ognuno faccia quello che vuole no?! ;)

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    1. Esattamente! Ognuno deve essere libero di usare ciò che preferisce per i motivi che preferisce. E lo dice una che è decisamente fissata, che è passata al bio solo ed esclusivamente per una tematica ambientale, che non usa, o meglio non compra (se mi si regala qualcosa di non bio o lo regalo a mia volta o lo uso in quanto a buttarlo, oltre che sprecare soldi e prodotto, si inquina maggiormente) nessun prodotto con inci non soddisfacente, pure se le piace ecc ecc. :)

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  4. hai ragione, è un percorso libero...c'è troppo fanatismo e troppi idoli che pompano su questa scelta del bio. Lo spirito critico ci deve essere sempre essere, che sia bio o che non sia bio. Anche perchè i fondotinta bio possono dare problemi come posso dare problemi i fondotinta con siliconi!

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  5. Se non di più in alcuni casi. Se prendiamo ad esempio le allergie queste è più probabile che si manifestano nei confronti di ingredienti naturali piuttosto che sintetici. Va sempre usata la testa e non pensare che vale in ogni caso l'eguaglianza naturale=innocuo.

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  6. Sono completamente d'accordo con te!Il fanatismo ha solo la brutta conseguenza di far allontanare le persone che ancora non conoscono bene quel mondo!

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    1. Peccato che queste persone non riescano proprio a capirlo.

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