lunedì 29 aprile 2013

INCI, questo (s)conosciuto!

Oggi voglio parlarvi dell'inci, ovvero della composizione di un prodotto. Credo che chiunque ormai l'ha sentito nominare almeno una volta e magari si è anche informata a riguardo, ma quante di noi possono dire di saperlo leggere realmente?


Prima di arrivare a capire come decifrare quella sfilza di strani nomi voglio riflettere con voi sul perché sia importante farlo. Al di là del discorso bio o non bio saper leggere un inci è fondamentale per fare acquisti consapevolmente. Se impari a capire la formulazione di un prodotto potrai capire cosa stai effettivamente comprando al di là di quello che pubblicità e descrizione ti promettono (e talvolta non mantengono). Inoltre, spesso ci affidiamo a prodotti più costosi credendoli migliori senza riflettere sul fatto che il prezzo finale è dato da tantissimi altri elementi oltre alla qualità, se però impariamo a confrontare le loro composizioni e vediamo ad esempio due prodotti con lo stesso inci ma con prezzo diverso diventa chiaro che la differenza è data da fattori come packaging, prestigio del marchio e che i due prodotti sono fondamentalmente la stessa cosa. Infine si sa, quando si decide di provare un nuovo prodotto è sempre un terno al lotto, può esser perfetto per noi o per nulla adatto. A furia di leggere gli inci però pian piano si impara anche a comprendere quali formulazioni ci sono più affini e quindi a capire se un prodotto va bene o no per noi. 

Ma come si legge l'inci? Per prima cosa è bene ricordare che i vari ingredienti sono scritti in ordine gerarchico, da quelli contenuti in maggiore quantità a quelli contenuti in minor quantità. Per cui, se una crema promette di essere a base di aloe dovreste trovare l'aloe abbastanza in alto e non verso la fine. All'inizio ci vorrà molta pazienza perché si dovrà cercare ogni singolo ingrediente, ma poi per fortuna entra in gioco la memoria e soprattutto gli ingredienti che ricorrono più spesso li ricorderete da voi. Utilissimo in questo caso è internet, a partire da siti come il biodizionario (www.biodizionario.it) dove trovate elencati in ordine alfabetico tutti i vari ingredienti. Fabrizio Zago, chimico e inventore del biodizionario, ha assegnato ad ogni ingrediente dei pallini colorati* (trovate la legenda sul sito). Ciò è molto utile a chi cerca prodotti bio o vuole avere un'idea generale del prodotto in quanto basta guardare il colore dei pallini ma lo è poco se volete capire cos'è quel determinato ingrediente, la sua funzione, perché ha quel pallino e i suoi effetti. In tal caso una semplice ricerca su google ci aiuterà senz'altro. 
Chi ha uno smartphone può aiutarsi soprattutto se si trova fuori casa con varie app. Ve ne cito due fra quelle che uso personalmente: la prima è icea check, è gratuita e per usarla vi basterà andare alla sezione giusta (cibo o cosmesi a seconda dell'inci che volete controllare) cliccare sul + che trovate in alto a destra e cominciare a cercare gli ingredienti scrivendoli e cliccando poi su check, inoltre potete poi salvare anche i vari inci per averli nel database e poterli ricontrollare velocemente se vi serve; l'altra app è icosmetici (versione pro a pagamento, quella free non è completa) che è un filo più comoda in quanto trovate già gli ingredienti analizzati, dovete solo sfogliarla e trovare il vostro. Esistono app per ogni sistema operativo e di tutti i tipi, da quelle con l'elenco dei pallini a quelle con il prodotto già analizzato. Fate attenzione perché non tutte sono attendibili al 100%, alcune contengono errori.

* precisazione sul colore dei pallini:
vi capiterà senz'altro di trovare delle discordanze, ciò è dovuto al fatto che dietro le classificazioni c'è il pensiero di persone diverse e ciò che per qualcuno può risultare grave "da rosso" per qualcun altro può essere "da giallo". Ciò non avviene ovviamente sempre ma solo con quegli ingredienti che possono risultare più soggettivi e dipende anche da ciò che uno cerca: ad esempio se un ingrediente è altamente inquinante ma innocuo per l'essere umano per chi ha l'obiettivo di non danneggiare l'ambiente più di quanto sia inevitabile farlo sarà un ingrediente "rosso" da evitare il più possibile, ma per chi vuole evitare solo gli ingredienti dannosi per noi quello stesso ingrediente sarà "verde". E' per questo motivo che vi consiglio di non limitarvi all'uso di siti come il biodizionario ma quando avete del tempo perso di approfondire su internet, in modo da costruirvi una vostra visione critica (e questo ve lo consiglio in generale per tutte le cose) e una vostra opinione a riguardo.


Lily

"Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo" Gandhi

7 commenti:

  1. L'errore è che spesso si associa il pallino rosso all'idea di una sostanza dannosa per la persona, invece non è così.

    I pallini del biodizionario indicano unicamente la biodegradabilità del prodotto ma non sono assolutamente indice del danno alla persona.

    Alla stessa maniera un prodotto segnalato come verde sul biodizionario è biodegradabile ma non è detto che non sia nocivo per la persona.

    Altra cosa: la biodegradabilità non è assolutamente un fatto soggettivo! Se una sostanza è segnata con doppio pallino rosso c'è un motivo! Non è che agli occhi di un altro quella stessa sostanza può risutare più o meno biodegradabile.

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  2. Il discorso "soggettivitá" è legato a ciò che uno cerca e al principio di base. É chiaro che il grado di biodegradabilitá sia obiettivo ma capiterà di trovare per alcuni ingredienti un pallino diverso su biodizionario o sull'elenco di icea, dipende dal criterio con cui vengono catalogati (per il biodizionario è appunto la biodegradabilità). Il mio discorso riguardava ciò che uno cerca in un prodotto, non tutti cercano un prodotto bio. Alcuni vogliono evitare solo le sostanze nocive per noi stessi per cui se un prodotto contiene alcuni rossi che lo sono perché nocivi per l'ambiente ma innocui per noi per loro sarà un buon prodotto. per uno che invece è attento anche all'ecosostenibilità quello stesso prodotto non sarà adatto.

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  3. Ps. Come ho scritto nel post con il biodizionario si ha solo un'idea generale ma non si ha la spiegazione del pallino e quindi basandosi solo su quello non si può sapere ad esempio se è un ingrediente solo inquinante e innocuo per noi, o viceversa, o entrambe le cose. Per questo consigliavo di approfondire in internet i vari ingredienti per avere un'idea più ampia, precisa e critica.

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    1. No ti sbagli! La spiegazione del pallino è chiarissima! Quello che non è specificato e che non ha nulla a che vedere col pallino è il pericolo di quella sostanza per la persona.

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    2. A mio avviso no. Se guardi questa legenda dei pallini sul biodizionario (http://www.biodizionario.it/) si capisce solo che un ingrediente é o non è biodegradabile e la sua funzione (filmante, tensioattivo, condizionante, vegetale, emulsionante...). Ma non hai alcuna info maggiore, la sua spiegazione si ferma li. senza un ulteriore ricerca com fai a sapere il perchè è ad esempio catalogato come non bio? O come fai a capire come agisce e quali effetti ha? Solo con una ricerca più approfondita ho imparato che ad esempio alcuni sono rossi perchè nocivi per gli anbienti acquatici, altri perchè é il loro processo di estrazione ad essere inquinante e così via.

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    3. E' esattamente quello che ho detto io. Il pallino indica solo la biodegradabilità e, se vogliamo dirla tutta, che differenza fa il motivo per cui un prodotto non è biodegradibile? La cosa che conta è sapere se lo è o se non lo è. Non è che possiamo sapere tutto di ogni cosa, diventerebbe impossibile.

      Ma quello che è più importante dal mio punto di vista è: sia che si decida di usare prodotti ecobio sia che si decida di usare prodotti che non lo sono, bisogna imparare a capire cosa fa male alla persona.

      Ed è per questo motivo che non bisogna fidarsi dei nomi dei prodotti, delle marche ecc.

      Io ho trovato in commercio prodotti economici, non ecobio, molto ma molto migliori di prodotti di marca, costosi e altrettanto non ecobio.

      Poi è chiaro, uno può anche decidere di non fregarsene di queste cose e di usare le tre fasi clinique perché fa figo.

      Ad un certo punto cavoli suoi.

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  4. Esatto se leggi bene stiamo dicendo e ripetendo le stesse cose scritte nel post.
    Per rispondere alla tua domanda la differenza sta nell'avere un'idea generale e un'idea precisa. Con il biodizionario si ha un'idea generale in sostanza si sa solo se é o non é bio, io preferisco avere un'idea più precisa sulle cose e quindi andare ad approfondirne il perchè dato che mi costa 5 minuti del mio tempo ma questa è una scelta del tutto personale, come ho scritto nel post il biodizionario è utile a chi vuole sapere se un prodotto è bio o meno e averne un'idea generale mentre serve a poco se volete capirne il perché e avere info in più sull'ingrediente.
    Concordo anche sul discorso "capire ciò che ci fa male" e "economicità e prestigio delle marche" infatti nel post ho scritto che saper leggere un inci è utile proprio per queste due cose in quanto solo a furia di leggere inci capisco quali ingredienti sono adatti a me e quali mi creano problemi e quindi se preferire ad esempio uno shampoo con tensioattivo x piuttosto che y; e che se si impara a leggere gli inci si capisce pure se un prodotto vale davvero quel prezzo o se sono entrati in gioco altri valori come packaging o prestigiosità del brand perchè spesso dei prodotti meno costosi hanno una formulazione uguale se non migliore di altri più costosi perchè di marche più prestigiose.

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